La revisione periodica è la verifica tecnica obbligatoria che accerta efficienza, sicurezza, rumorosità ed emissioni del veicolo. Per le autovetture private, il primo controllo deve essere svolto dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, entro la fine del mese corrispondente, mentre i successivi hanno cadenza di 2 anni. L’esame riguarda, tra gli altri elementi, l’identificazione del mezzo, freni, sterzo, dispositivi di illuminazione, sospensioni, pneumatici, emissioni, rumore, telaio e carrozzeria. Il risultato può essere regolare, ripetere o sospesa. In caso di esito ripetere, gli interventi necessari devono essere eseguiti e il veicolo deve tornare alla revisione entro 1 mese; nel frattempo può circolare esclusivamente alle condizioni previste. L’esito sospesa riguarda difetti che incidono sulla sicurezza oppure determinano inquinamento acustico o atmosferico: il mezzo resta sospeso fino a una nuova verifica con risultato favorevole e può essere portato in officina per la riparazione nella stessa giornata dell’annotazione; la circolazione nel giorno della nuova prova segue le condizioni riportate nel tagliando. Guidare con revisione scaduta comporta sanzioni. La materia è disciplinata dall’art. 80 del Codice della strada. Taxi, NCC, ambulanze e veicoli destinati al trasporto di cose o a uso speciale oltre 3,5 t devono invece effettuare la revisione ogni anno. Per la procedura presso un Ufficio della Motorizzazione Civile è necessario presentare la carta di circolazione.
Manutenzione e revisione
Revisione periodica (4 anni poi ogni 2)
Esempio
Chi sta valutando un'auto usata immatricolata a maggio 2021 controlla sul documento del veicolo se il primo appuntamento è stato effettuato entro maggio 2025. Se l'auto ha superato il controllo, sa che il successivo andrà programmato due anni dopo; se invece risulta una segnalazione sui freni o sulle luci, conviene verificare che il proprietario abbia già risolto il problema e completato la nuova prova.
