Il bollino blu era il certificato che attestava il rispetto dei limiti previsti per le emissioni allo scarico nei Comuni che ne disponevano l’adozione tramite apposite ordinanze. L’obbligo è stato soppresso a livello nazionale nel 2012 dal Decreto-Legge 5/2012, successivamente convertito nella Legge 35/2012. La verifica obbligatoria delle emissioni è oggi compresa nella revisione periodica del veicolo: eventuali inefficienze dell’impianto di scarico possono comportare un risultato negativo. Non esiste quindi un contrassegno separato da applicare all’auto in sostituzione del bollino blu. L’esito della revisione è annotato mediante un tagliando sulla carta di circolazione, mentre le revisioni svolte dal 1° giugno 2018 possono essere consultate tramite il servizio ufficiale dedicato.
Manutenzione e revisione
Bollino blu
Esempio
Chi sta valutando un’auto usata di qualche anno può trovare, tra i documenti o nei ricordi del precedente proprietario, un riferimento al bollino blu. Oggi, prima dell’acquisto, conviene invece controllare che la revisione sia regolare e che il motore non presenti fumo anomalo o spie accese: sono questi gli elementi utili per capire se l’auto è in ordine anche sul fronte delle emissioni.
