Il particolato, o PM, è l’insieme di particelle presenti e disperse nell’aria. Le sigle PM10 e PM2,5 indicano specifiche frazioni dimensionali: sono definite da sistemi di selezione che lasciano passare il 50% delle particelle con diametro aerodinamico, rispettivamente, di 10 µm e 2,5 µm. La disciplina della qualità dell’aria, comprese le modalità di rilevazione e i valori limite per PM10 e PM2,5, è contenuta nel D.Lgs. 155/2010, attuativo della Direttiva 2008/50/CE. In campo automobilistico, per i veicoli leggeri compresi nell’ambito del Reg. (CE) n. 715/2007, i limiti Euro 5/6 riguardano anche le emissioni allo scarico. Il Reg. (UE) 2017/1151 definisce le procedure WLTP e RDE e, per i motori a iniezione diretta, prevede la misurazione sia della massa del particolato sia del numero di particelle solide emesse, espresso con la sigla PN. PM e PN sono quindi grandezze regolamentari utilizzate, quando previste, nelle prove e nei processi di omologazione.
Normativa ambientale e ZTL
Particolato (PM)
Esempio
Un automobilista valuta una diesel usata per percorrere ogni giorno pochi chilometri nel traffico cittadino. Nota che, dopo tragitti brevi e ripetuti, l’auto può avere bisogno di un percorso più lungo e scorrevole per completare correttamente la pulizia del filtro antiparticolato, che trattiene una parte delle emissioni allo scarico. Per questo confronta anche le proprie abitudini di guida con il tipo di motore scelto.
