Euro 6d è una norma europea sulle emissioni destinata alle autovetture e ai veicoli commerciali leggeri. La sua applicazione prevede sia il ciclo di laboratorio WLTP sia i controlli RDE in condizioni di guida reale, con verifiche su ossidi di azoto, particolato e numero di particelle. Nelle prove RDE effettuate con sistemi PEMS, il fattore di conformità degli NOx è pari a 1,43, mentre quello relativo al numero di particelle è 1,5. Il quadro normativo comprende il regolamento (CE) n. 715/2007 e il regolamento (UE) 2017/1151; le relative decorrenze storiche sono state fissate al 1 gennaio 2020 e al 1 gennaio 2021 per le categorie M e N1 classe I, mentre per N1 classi II e III e N2 sono state previste le date del 1 gennaio 2021 e del 1 gennaio 2022. Per i veicoli di fine serie possono applicarsi deroghe alla messa a disposizione, all’immatricolazione o all’entrata in circolazione. Euro 6d definisce la norma emissiva di riferimento, ma la conformità formale deriva dall’omologazione UE del tipo di veicolo e dal relativo certificato di conformità. Non prescrive una particolare tecnologia di post-trattamento: conta il rispetto dei requisiti e delle prove stabilite. Nei numeri di omologazione UE, il codice «AJ» corrisponde a Euro 6d. Non si tratta dell’ultima evoluzione della famiglia Euro 6, che comprende anche Euro 6e, Euro 6e-bis ed Euro 6e-bis-FCM.
Motorizzazioni e tecnologie
Euro 6d
Esempio
Chi sta valutando una compatta diesel usata del 2021 può trovare la dicitura Euro 6d nella carta di circolazione o nell’annuncio. Tra due auto simili per prezzo e chilometraggio, quella con questa classificazione può essere più adatta a chi percorre spesso tragitti urbani o deve accedere a zone con limitazioni al traffico, verificando comunque le regole previste dal proprio Comune.
