Euro 6d-temp è uno stadio transitorio della disciplina Euro 6, introdotto per rendere effettiva la verifica delle emissioni in condizioni di guida reale mediante test RDE. In questa fase, per gli ossidi di azoto era previsto un fattore di conformità provvisorio di 2,1, con requisiti meno restrittivi di quelli adottati in seguito dalla normativa Euro 6d. Le prove su strada erano già contemplate con Euro 6c, ma in quel caso la misurazione degli NOx serviva al monitoraggio e non prevedeva limiti NTE; Euro 6d-temp ha invece applicato alla verifica RDE degli NOx i fattori di conformità temporanei. L’applicazione è iniziata tra il 2017 e il 2018 per le nuove omologazioni e tra il 2019 e il 2020 per le nuove immatricolazioni. Per Euro 6d-TEMP, senza ulteriori suffissi, il termine ultimo di registrazione era il 31 agosto 2019 sia per i veicoli M e N1 di classe I sia per N1 delle classi II-III e N2. La data del 31 agosto 2020 riguarda invece, per N1 delle classi II-III e N2, la variante Euro 6d-TEMP-EVAP; altre varianti, incluse TEMP-EVAP e TEMP-ISC, hanno avuto scadenze specifiche fino al 31 dicembre 2021 per determinate categorie. Il quadro normativo di riferimento comprende il regolamento (CE) n. 715/2007 e il regolamento (UE) 2017/1151, relativo ai cicli WLTP e alle prove RDE.
Motorizzazioni e tecnologie
Euro 6d-temp
Esempio
Chi sta valutando una compatta diesel usata immatricolata nel 2019 può trovare la dicitura Euro 6d-temp nel libretto o nell’annuncio. Rispetto a un modello più vecchio, è un’indicazione utile soprattutto per capire che l’auto appartiene a una fase più recente dell’evoluzione delle emissioni e per verificare eventuali limitazioni alla circolazione previste nella propria città. Non significa però che sia automaticamente equivalente a una Euro 6d immatricolata negli anni successivi.
