La targa EE è una speciale targa di riconoscimento prevista dall’art. 134 del Codice della Strada per i veicoli importati temporaneamente oppure nuovi acquistati per l’esportazione da cittadini italiani residenti all’estero o da stranieri di passaggio. Non coincide con la targa provvisoria utilizzata per condurre oltre confine un veicolo italiano destinato all’esportazione definitiva: in questo caso occorre prima la radiazione dall’Archivio Nazionale Veicoli e dal PRA. Qualora il veicolo radiato debba arrivare al confine circolando su strada, sono previsti il foglio di via e la targa provvisoria ai sensi dell’art. 99 del Codice della Strada. Il foglio indica itinerario, periodo di validità ed eventuali prescrizioni tecniche e non può durare oltre 60 giorni. La pratica di radiazione richiede l’Istanza Unificata, l’eventuale titolo di acquisto se l’avente titolo è diverso dall’intestatario, il documento di circolazione o il DU, il CdP cartaceo se disponibile, le targhe, il documento d’identità e il codice fiscale. Per la radiazione dal PRA possono essere considerati idonei, per analogia, anche documenti di immatricolazione provvisoria rilasciati da altri Stati.
Documenti e pratiche
Targa EE (esportazione)
Esempio
Un cittadino italiano che vive stabilmente all’estero acquista in Italia un’auto nuova per portarla nel Paese in cui risiede. Prima del viaggio può farla identificare con una targa EE, così da utilizzarla temporaneamente durante le operazioni necessarie al trasferimento. Diverso il caso di chi vende la propria auto usata italiana a un acquirente straniero: se il veicolo deve uscire definitivamente dall’Italia, occorre prima completare la radiazione e, per raggiungere il confine su strada, usare la documentazione temporanea prevista per quel tragitto.
