Il recesso da un contratto a distanza consente al consumatore di sciogliere l’accordo concluso con un professionista senza indicarne le ragioni. Riguarda i contratti stipulati nell’ambito di un sistema organizzato di vendita o di prestazione a distanza, senza compresenza fisica delle parti e attraverso strumenti di comunicazione a distanza fino alla conclusione. Nelle vendite, il termine ordinario è di 14 giorni e inizia quando il bene entra nel possesso materiale del consumatore, oppure di un soggetto da lui indicato che non sia il vettore; per beni consegnati in più parti, lotti, pezzi o con forniture periodiche valgono regole di decorrenza specifiche. Il professionista deve rimborsare quanto ricevuto, incluse le spese della consegna standard. Il costo diretto della restituzione può gravare sul consumatore soltanto se questa informazione è stata fornita in anticipo; inoltre, non sono rimborsabili i costi aggiuntivi derivanti dalla scelta espressa di una consegna diversa da quella meno costosa disponibile. Il consumatore risponde dell’eventuale diminuzione di valore causata da un utilizzo o da controlli oltre quanto necessario per verificarne natura, caratteristiche e funzionamento, salvo che il professionista non abbia comunicato il diritto di recesso. L’esercizio del diritto può essere escluso per beni su misura o chiaramente personalizzati e non sostituisce la garanzia legale di conformità in caso di difetti. La materia è regolata dagli artt. 52-59 del Codice del consumo, D.Lgs. 206/2005, modificati dal D.Lgs. 21/2014.
Garanzie e tutele legali
Recesso da contratto a distanza (14 giorni)
Esempio
Una persona acquista online un’auto usata e la riceve a casa. Nei giorni successivi la controlla, verifica che il chilometraggio e le dotazioni corrispondano a quanto mostrato nell’annuncio e fa un breve giro di prova. Se decide che l’auto non è adatta alle sue esigenze, può restituirla entro il periodo previsto, purché non l’abbia utilizzata oltre i normali controlli.
