Nelle auto elettriche, la pompa di calore è un componente della gestione termica che riscalda l’abitacolo sfruttando un circuito frigorifero a compressione per trasferire calore. In confronto a un sistema basato soltanto su resistenze elettriche, può ridurre l’energia assorbita per il riscaldamento e quindi contenere l’effetto del comfort invernale sull’autonomia. Il beneficio, tuttavia, varia in funzione della temperatura esterna, del veicolo e della sua architettura: con freddo intenso non è necessariamente significativo rispetto a una soluzione PTC. In determinate configurazioni il sistema può recuperare calore dal motore di trazione e dall’elettronica di potenza; altre integrano climatizzazione, batteria e powertrain per ottimizzare l’efficienza e il precondizionamento. In estate, l’impianto HVAC raffresca l’abitacolo e, in alcune architetture, può contribuire al raffreddamento della batteria durante la ricarica rapida. La pompa di calore può essere inclusa di serie oppure proposta come optional, mentre la sua resa effettiva dipende dalla progettazione termica del modello e dalle strategie software che ne regolano il funzionamento.
Batteria e elettrico
Heat pump su EV
Esempio
Chi valuta due versioni della stessa auto elettrica usata e percorre ogni mattina 40 chilometri in inverno può preferire quella dotata di heat pump, soprattutto se parcheggia spesso all’aperto. Accendendo il riscaldamento prima di partire, potrebbe preservare qualche chilometro di autonomia rispetto a una versione con un impianto più semplice. Durante un’ondata di gelo, però, la differenza reale può ridursi e restano importanti anche stato della batteria, velocità e percorso.
