Il GPL, sigla di Gas di Petrolio Liquefatto, è un carburante costituito principalmente da propano e butano. In ambito automobilistico alimenta motori ad accensione comandata, detti anche a ciclo Otto, progettati o convertiti per il suo impiego. Viene mantenuto liquido all’interno di un serbatoio in pressione, disponibile in versione cilindrica oppure toroidale: quest’ultima può essere sistemata nel vano destinato alla ruota di scorta, con possibili effetti sulla capacità di carico. Nei confronti effettuati fra specifici veicoli e motori, le emissioni di CO2 possono risultare inferiori rispetto a quelle della benzina; le emissioni di particolato, invece, dipendono dalla tecnologia del propulsore e dalle condizioni in cui vengono effettuate le prove. Poiché il suo apporto energetico per litro è inferiore a quello della benzina, il GPL comporta di norma un consumo volumetrico più elevato. Quando l’impianto viene installato dopo l’acquisto dell’auto, occorrono le verifiche previste dai regolamenti UNECE n. 67 e n. 115 applicabili, oltre alla visita e prova presso la Motorizzazione e all’aggiornamento del documento di circolazione. Nelle autovetture GPL il serbatoio deve essere sostituito obbligatoriamente ogni 10 anni. Per i modelli bifuel benzina-GPL, consumi ed emissioni di CO2 sono sottoposti a omologazione con entrambi i carburanti. L’eventuale circolazione nelle ZTL non è garantita dal solo tipo di alimentazione, ma dipende dalle ordinanze adottate dai singoli Comuni.
Motorizzazioni e tecnologie
GPL
Esempio
Chi cerca un’auto usata per fare molti chilometri ogni giorno può trovare una compatta bifuel, utile per alternare i due rifornimenti. Prima dell’acquisto controlla però l’età del serbatoio e lo spazio nel bagagliaio: se è collocato al posto della ruota di scorta, può rendere meno comodo caricare valigie o passeggini. In viaggio mette in conto qualche sosta al distributore in più rispetto a un’auto equivalente usata solo a benzina.
