Tasse e costi di possesso

IVA su usato (regime del margine)

Il regime del margine è una disciplina IVA speciale destinata ai soggetti passivi che rivendono beni usati, incluse le automobili di seconda mano. Può essere applicato ai veicoli acquistati da privati, oltre che negli altri casi previsti tassativamente dalla normativa; per chi beneficia della franchigia delle piccole imprese, l’accesso al regime è ammesso soltanto quando la cessione riguarda un bene d’investimento. Il margine corrisponde alla differenza fra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, mentre la base imponibile è costituita dal margine al netto dell’IVA riferita al margine stesso, non dall’intero prezzo di vendita. La fattura emessa con questo regime non riporta l’IVA in modo separato, deve indicare il regime del margine e non permette all’acquirente di detrarre l’imposta. La disciplina è pensata per limitare la doppia tassazione e le alterazioni della concorrenza nel mercato dei beni d’occasione. Qualora il veicolo provenga da un cedente che ha detratto l’IVA a monte, la vendita successiva non può rientrare nel regime del margine e segue quello IVA ordinario. In Italia, la norma di riferimento è l’articolo 36 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41.

Esempio

Un rivenditore acquista da un privato un’auto usata con 85.000 chilometri e la rimette in vendita dopo alcuni controlli. Nella documentazione di vendita l’IVA non compare come voce separata sul prezzo mostrato al cliente, perché viene considerato il guadagno ottenuto nella rivendita. Chi compra l’auto, quindi, vede un prezzo finale ma non può usare l’IVA dell’acquisto come credito detraibile.

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