La cilindrata indica il volume complessivo percorso dai pistoni nei cilindri di un motore alternativo, nel tragitto dal punto morto superiore al punto morto inferiore. Corrisponde alla somma dei volumi dei singoli cilindri: per ciascuno, il calcolo è V = (π/4)·D²·S, dove D rappresenta l’alesaggio e S la corsa. Per soluzioni non convenzionali, come il motore Wankel, possono invece valere criteri specifici di cilindrata nominale. Nei modelli amministrativi UE destinati all’omologazione, la voce «Engine capacity» è espressa in cm³; nell’uso comune può essere indicata anche in litri (L), unità ammessa con il Sistema Internazionale. La cilindrata è inoltre un parametro rilevante per la classificazione dei veicoli di categoria L, che comprende anche i quadricicli: la soglia di 50 cm³ contribuisce a distinguere alcune sottocategorie, insieme agli altri requisiti previsti. Non va confusa con potenza e coppia: la potenza è dichiarata in kW secondo procedure armonizzate, quali il regolamento ONU n. 85 o ISO 1585.
Motorizzazioni e tecnologie
Cilindrata
Esempio
Chi sta valutando due utilitarie usate può trovare una versione 1.0 e una 1.4: il primo numero indica, in litri, la cilindrata del motore. A parità di modello, la 1.4 può risultare più pronta quando l’auto è carica o affronta una salita, mentre la 1.0 può essere una scelta più adatta a chi percorre soprattutto tragitti urbani tranquilli. Per capire le prestazioni reali, però, conviene guardare anche i kW dichiarati, perché due motori con cilindrata simile possono avere caratteri molto diversi.
