Aspetti tecnici

Cosa controlla l'officina durante la revisione periodica?

La revisione periodica, disciplinata dal D.Lgs. 285/1992, art. 80, e dal D.M. 19 maggio 2017, n. 214, verifica l’efficienza e la sicurezza del veicolo attraverso 9 aree ordinarie di controllo, numerate da 0 a 8. Si parte dall’identificazione, con la verifica di targa, telaio e dati riportati nei documenti di circolazione, e dall’impianto di frenatura. Seguono i controlli su sterzo, compresi gioco, biellette, snodi e scatola guida, e su visibilità: campo visivo, vetri, specchi, tergicristalli e lavavetri.

Rientrano nella revisione anche l’impianto elettrico e le parti del circuito elettrico, quindi fari, fendinebbia, indicatori di direzione, stop, luci di retromarcia e di emergenza. Vengono poi esaminati assi, ruote, pneumatici e sospensioni: per gli autoveicoli il battistrada deve avere uno spessore minimo di 1,6 mm. I controlli riguardano inoltre telaio, altre dotazioni, fra cui cinture, airbag, ABS e sistema ESC, ed effetti nocivi. Per questi ultimi sono previste prove di opacità sui diesel e controlli di CO e lambda sui motori ad accensione comandata; la lettura OBD si applica nei casi stabiliti dall’Allegato I.

L’esito può essere revisione regolare, revisione ripetere oppure revisione ripetere-sospeso dalla circolazione. Presso un’officina autorizzata il costo indicato è di circa 79 euro IVA inclusa. Alla Motorizzazione, la tariffa N046 è pari a 45,00 euro.

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