Tipologie di veicolo

Reimmatricolazione

La reimmatricolazione è la procedura con cui a un veicolo già immatricolato vengono attribuite nuove targhe italiane, soprattutto quando quelle originarie sono state smarrite, sottratte, distrutte o deteriorate. L’art. 93 del Codice della strada disciplina l’immatricolazione e la nuova immatricolazione dei veicoli già iscritti al PRA e poi cancellati, mentre l’art. 102 riguarda i casi legati all’indisponibilità o al danneggiamento delle targhe. La pratica ordinaria prevede il modello TT 2119, la denuncia o l’autocertificazione, le targhe eventualmente disponibili, il documento di circolazione e i pagamenti previsti. Interventi sulle caratteristiche costruttive o funzionali del mezzo non comportano di per sé una reimmatricolazione: quando necessario, richiedono visita e prova e l’aggiornamento del documento di circolazione. Per ottenere una targa d’epoca, il veicolo deve essere iscritto a uno dei Registri previsti dall’art. 60 del Codice della strada e avere una data di costruzione precedente di almeno 20 anni rispetto alla domanda di iscrizione al Registro; occorre inoltre il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica, salvo la presenza di un attestato di storicità rilasciato prima del 20 marzo 2010. La data della prima immatricolazione resta invece rilevante per le revisioni. La reimmatricolazione non coincide con la nazionalizzazione di un veicolo estero mai immatricolato in Italia, che rappresenta una prima immatricolazione nazionale.

Esempio

Dopo aver acquistato un'auto usata con 85.000 chilometri, il proprietario trova la targa posteriore gravemente danneggiata in seguito a un piccolo urto in parcheggio. Non basta sostituire soltanto la parte rovinata: l'auto riceve nuove targhe e viene aggiornato anche il relativo documento di circolazione. I chilometri già percorsi e la data della prima immatricolazione dell'auto, però, non cambiano.

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