Una campagna di aggiornamento software porta i programmi di bordo del veicolo a una versione nuova e può riguardare, per esempio, infotainment, gestione dell’energia, affidabilità o sistemi di assistenza alla guida. L’intervento non esclude necessariamente attività in officina o l’impiego di nuovo hardware: quando questi sono necessari, devono essere indicati. Se il veicolo è predisposto, l’aggiornamento OTA, trasmesso da remoto, può essere scaricato e installato senza un intervento fisico sull’auto. Occorrono tuttavia energia adeguata al completamento della procedura e, qualora l’update possa influire sulla sicurezza, condizioni idonee a eseguirlo in modo sicuro. Prima dell’installazione, l’utente deve poter conoscere finalità dell’aggiornamento, variazioni delle funzioni, tempo previsto, eventuali indisponibilità e istruzioni di sicurezza; la conferma dell’utente può rientrare nelle procedure del costruttore, ma non è richiesta in ogni caso. Il richiamo è invece un’iniziativa del costruttore relativa a componenti difettosi e orientata alla tutela della sicurezza: non coincide automaticamente con un aggiornamento software, anche quando quest’ultimo interessa sicurezza o omologazione. Se i servizi connessi o gli OTA comportano il trattamento di dati personali, si applica il GDPR, con informazioni trasparenti su finalità, base giuridica e destinatari o categorie di destinatari; quando il consenso costituisce la base giuridica necessaria, l’utente può gestirlo attraverso gli appositi controlli.
Manutenzione e revisione
Campagna di aggiornamento software (OTA vs officina)
Esempio
Chi sta valutando una berlina usata vede sul display la disponibilità di un aggiornamento per il sistema multimediale: l’auto è parcheggiata, ha batteria sufficiente e completa l’installazione durante la notte, senza spostarsi. Per un’altra campagna, invece, il costruttore comunica che serve un controllo in sede perché l’intervento coinvolge anche un componente dell’auto: in questo caso non basta premere un pulsante sullo schermo.
