Vendita
Il ritiro dell’usato è gratuito?
Non esiste una risposta valida per ogni operatore: la dicitura “ritiro dell’usato gratuito” va letta alla luce delle condizioni dell’offerta e del contratto. È importante distinguere il prelievo materiale del veicolo dalle formalità amministrative collegate alla vendita, alla permuta o alla radiazione.
Il trasferimento di proprietà è disciplinato dall’art. 94 del Codice della strada. La richiesta dell’acquirente deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di autenticazione, o di accertamento giudiziale, della sottoscrizione dell’atto. Per la trascrizione o l’annotazione al PRA possono essere dovuti emolumenti ACI, IPT e imposta di bollo, con importi variabili in base alla provincia.
Anche la radiazione per demolizione o per esportazione comporta oneri amministrativi previsti dalla legge. In presenza di fermo amministrativo sono necessarie verifiche specifiche; per la demolizione, di norma occorre prima cancellare il fermo al PRA e saldare le somme dovute al concessionario della riscossione, salvo le eccezioni previste per veicoli distrutti o muniti di nulla osta. Se mancano documenti del veicolo, possono inoltre essere richiesti una denuncia o una dichiarazione sostitutiva.
La ripartizione di imposte, emolumenti e altri costi non è stabilita in modo uniforme dalla normativa sul trasferimento: dipende dagli accordi contrattuali. Per questo un’offerta che parla di gratuità dovrebbe chiarire con precisione quali attività comprende e quali spese restano eventualmente a carico delle parti.
Sul piano della tutela del consumatore, gli artt. 20-22 del Codice del consumo vietano pratiche commerciali ingannevoli e omissioni rilevanti riguardo a prezzo e spese. L’art. 23, comma 1, lettera v), considera ingannevole presentare un prodotto come gratuito quando al consumatore venga richiesto un costo ulteriore rispetto a quello inevitabile per aderire all’offerta e ritirare o ricevere il prodotto.
Cerca la tua auto usata