La BEV, cioè un’auto 100% elettrica, può essere la scelta più coerente quando l’utilizzo abituale è compatibile con le possibilità di ricarica disponibili e con l’autonomia del modello considerato. Prima dell’acquisto è utile valutare dove e con quale regolarità l’auto potrà essere ricaricata, oltre ai tragitti più frequenti e a quelli occasionali più impegnativi. Bollo e accesso alle ZTL non sono automaticamente gratuiti: le eventuali agevolazioni dipendono rispettivamente dalla regione o provincia autonoma e dalle regole del singolo comune. Anche la manutenzione resta prevista, pur con esigenze diverse rispetto a un’auto con motore termico.
Una PHEV, ossia un’ibrida plug-in, può rappresentare un’alternativa per chi desidera combinare guida elettrica e motore termico. La convenienza reale dipende dal tipo di percorrenze, dalla frequenza con cui si ricarica la batteria e dall’uso effettivo dell’energia elettrica a bordo. Non esiste una regola valida per tutti secondo cui debba essere ricaricata ogni giorno, né è corretto affermare che, senza ricarica costante, consumi sempre più di una vettura termica: i risultati variano in base al modello e alle condizioni d’impiego.
Per le auto aziendali, nel 2026 le PHEV beneficiano di una tassazione del fringe benefit agevolata. Per le nuove immatricolazioni con contratti di uso promiscuo stipulati dal 1° gennaio 2025, la percentuale prevista è il 20%; per i veicoli concessi dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024, nonché per determinate situazioni transitorie legate a ordini e consegne, continua invece ad applicarsi la disciplina precedente.
