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Quanto costa il passaggio di proprietà?

Il costo del passaggio di proprietà non è collegato al prezzo di vendita dell’auto. È formato invece da imposte, diritti amministrativi e, se la pratica viene affidata a un’agenzia o a un intermediario, da eventuali spese di gestione. La procedura comprende la trascrizione dell’atto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e l’aggiornamento del Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU), o del documento di circolazione. Gli adempimenti devono essere effettuati entro 60 giorni dal trasferimento, in base all’art. 94 del Codice della strada. Le principali componenti di spesa sono: - l’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), il cui riferimento normativo diretto è l’art. 56 del D.Lgs. 446/1997; - gli emolumenti ACI/PRA richiesti per trascrivere l’atto; - l’imposta di bollo relativa alla gestione dei documenti; - i diritti della Motorizzazione Civile per l’aggiornamento del documento di circolazione; - le eventuali competenze di agenzia o dell’intermediario incaricato. L’IPT è la voce più variabile. Dipende dalla potenza in kW, dalla tipologia del veicolo e dalla Provincia competente, che può applicare una maggiorazione fino al 30%. Sono inoltre previste esenzioni o riduzioni per alcune situazioni, tra cui quelle riguardanti persone con disabilità e veicoli storici in possesso dei requisiti richiesti. Per un’autovettura da 55 kW, l’IPT viene determinata sulla tariffa base prevista dalla legge, alla quale si aggiungono gli oneri fissi e le eventuali spese di agenzia. Nel caso di un SUV da 96 kW, invece, l’imposta comprende una quota calcolata sui kW oltre 53; nella Provincia che applica la maggiorazione massima, tale importo aumenta del 30%. Il totale può quindi cambiare in funzione del veicolo, della Provincia e della modalità scelta per svolgere la pratica. Tariffe e maggiorazioni provinciali sono soggette a variazioni.
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