Auto elettriche

Quante volte si può ricaricare velocemente (DC) prima di danneggiare la batteria?

Non esiste una quantità di ricariche rapide in corrente continua valida per ogni auto elettrica. Gli effetti sulla batteria dipendono dalla potenza o dal tasso di ricarica, dalla frequenza di utilizzo, dalla temperatura e dall'intervallo di stato di carica in cui avviene il rifornimento di energia.

Un impiego frequente della ricarica DC può accelerare il decadimento dell'accumulatore, con possibili effetti sulla capacità disponibile e sulla vita utile. Questo non rende la ricarica rapida da evitare in assoluto: è progettata per le situazioni in cui occorre recuperare energia in tempi brevi. Nell'uso abituale è opportuno seguire le indicazioni previste per quello specifico veicolo, comprese le modalità e i limiti di carica.

Anche il livello di carica incide sull'invecchiamento della batteria e non esiste una soglia ottimale identica per tutti i modelli. In alcune chimiche, limitare la permanenza prolungata a livelli di carica elevati può aiutare a contenere il degrado.

Durante l'inverno, precondizionare la batteria prima di una ricarica DC è una pratica utile: favorisce le condizioni adatte affinché l'accumulatore possa ricevere energia rapidamente.

Per le autovetture M1, l'allegato II del regolamento (UE) 2024/1257 stabilisce valori minimi riferiti all'energia della batteria: 80% fino a 5 anni o 100.000 km e 72% fino a 8 anni o 160.000 km, in base al limite raggiunto per primo. Queste prescrizioni si applicheranno dal 29 novembre 2026 ai nuovi tipi M1 e dal 29 novembre 2027 ai veicoli M1 nuovi. I requisiti Euro 7 di durabilità non corrispondono comunque a una garanzia commerciale uguale per tutti i costruttori.

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