
Skoda
Skoda Yeti 1.6 tdi Elegance GreenLine
6499 €
Questa vettura è proposta e venduta da ELLE AUTO DI LAURENDI CHRISTIAN.
- Anno 2014
- 165.000 km
- Diesel
- Manuale
- SUV
Skoda Yeti 1.6 TDI Elegance GreenLine del 2014: la scelta intelligente per chi cerca spazio vero senza comprare un SUV enorme
Questa Skoda Yeti 1.6 TDI Elegance GreenLine del maggio 2014 ha un pregio che oggi non è così scontato: è un’auto compatta fuori, ma con impostazione concreta, rialzata e familiare. Non cerca di sembrare un SUV sportivo: punta piuttosto su visibilità, praticità, facilità di utilizzo e costi di gestione ragionevoli. Con 105 CV diesel, cambio manuale e trazione anteriore, è una configurazione semplice e sensata per chi percorre anche extraurbano, tangenziale o autostrada. Il 1.6 TDI non trasforma la Yeti in un’auto brillante nel senso sportivo del termine, ma i 105 CV sono adeguati alla massa e alla destinazione d’uso dell’auto: guidare rilassati, viaggiare, caricare persone e bagagli senza l’ingombro di un SUV medio.
L’omologazione GreenLine punta inoltre all’efficienza: i consumi dichiarati sono di 4,6 l/100 km nel ciclo combinato dell’epoca e 119 g/km di CO₂. Nella realtà dipenderà molto dal percorso e dallo stile di guida, ma resta una vettura nata per fare chilometri con buonsenso. Un SUV piccolo che non sembra “piccolo” quando lo usi La Yeti misura appena 4,22 metri: è una lunghezza molto gestibile in città e nei parcheggi, ma offre cinque porte, cinque posti e una posizione di guida rialzata che molti cercano proprio per comodità e visibilità. È un’auto adatta a diverse esigenze: L’allestimento Elegance è quello giusto da cercare
Non stiamo parlando di una Yeti essenziale. L’allestimento Elegance, sulla carta, porta una dotazione decisamente buona per l’età dell’auto: climatizzatore automatico bizona Climatronic, cruise control, volante multifunzione in pelle, sedili anteriori regolabili in altezza con supporto lombare, bracciolo, vetri posteriori elettrici, sensore pioggia, specchietto interno autoanabbagliante e vetri oscurati. Sono presenti inoltre Bluetooth, USB, autoradio, computer di bordo, alzacristalli elettrici, Isofix, ESP, controllo di trazione, ABS e airbag anteriori. L’auto dispone anche di Start&Stop e kit antipanne.
La lista di dotazioni di serie fornita dal concessionario cita anche elementi interessanti quali fari Bi-Xeno adattivi con luci diurne LED, fendinebbia attivi e radio Bolero; tuttavia la stessa lista contiene configurazioni e note riferite a più versioni della Yeti. Per correttezza, prima di considerare questi accessori come effettivamente presenti su questo esemplare, vanno verificati nelle foto, dal vivo oppure tramite VIN e lista optional ufficiale.
Lo stesso vale per il navigatore e per la vernice metallizzata, citati nella descrizione del dealer ma non confermati in modo univoco dall’elenco degli equipaggiamenti. Sono dettagli che possono aumentare il valore percepito dell’auto, ma non devono essere dati per certi solo perché compaiono in un testo pubblicitario. 165.000 km non sono il problema: conta come sono stati fatti e soprattutto come sono documentati I 165.000 km certificati sono assolutamente coerenti con una diesel del 2014: equivalgono a poco meno di 14.000 km annui. Non è un chilometraggio da considerare automaticamente elevato, specialmente per un’auto progettata anche per viaggiare.
Il punto importante, però, è un altro: il concessionario dichiara assenza della cronologia tagliandi e assenza della doppia chiave. Non sono ragioni automatiche per scartare l’auto, ma su una Yeti diesel di oltre dieci anni diventano elementi da valutare con attenzione e da riflettere nel prezzo finale. In particolare, prima di acquistare chiederei:
Con sole tre foto pubblicate, inoltre, non è possibile valutare seriamente carrozzeria, interni, usura dei comandi, condizioni dei sedili, gomme e dettagli estetici. In un acquisto di questa fascia di prezzo, vedere l’auto dal vivo e richiedere immagini complete non è un eccesso di prudenza: è la procedura corretta. Attenzione alla normativa Euro 5: non è un difetto dell’auto, ma va verificato in base a dove vivi Questa Yeti è Euro 5 diesel. Può essere una soluzione valida per chi vive o circola soprattutto fuori dalle aree soggette a limitazioni, ma prima di firmare è indispensabile verificare le regole della propria Regione e del proprio Comune.
In alcune città e fasce territoriali le restrizioni alla circolazione dei diesel Euro 5 sono già presenti o possono essere attivate stagionalmente. Non significa che l’auto non sia utilizzabile: significa semplicemente che va acquistata con consapevolezza, soprattutto se il suo utilizzo principale sarà nel centro di Milano, Torino, Roma, Bologna o in altre aree con provvedimenti ambientali specifici.
Il prezzo di 6.499 € va letto insieme alla trasparenza della pratica A 6.499 euro questa Yeti può essere un acquisto interessante se cerchi un’auto spaziosa, diesel, ben accessoriata e dall’impostazione molto concreta. Ma il prezzo va considerato insieme a ciò che è incluso davvero: passaggio di proprietà, preparazione, eventuale tagliando preconsegna, revisione se necessaria, stato degli pneumatici e condizioni della garanzia.
Non essendo indicata una garanzia estesa, va chiarita per iscritto la garanzia di conformità applicata dal venditore professionale, cosa copre, per quanto tempo e con quali eventuali esclusioni. È utile anche farsi indicare nero su bianco gli interventi che il concessionario eseguirà prima della consegna.
In sintesi La Skoda Yeti non è l’auto da comprare per inseguire l’ultima moda. È l’auto da comprare se vuoi una vettura compatta ma spaziosa, rialzata ma non ingombrante, diesel ma con consumi contenuti, dotata di comfort utili e con una meccanica semplice da capire. Questa Elegance GreenLine ha dalla sua la configurazione sensata: 1.6 TDI da 105 CV, manuale, cinque porte, climatizzatore automatico, cruise control e un allestimento che, se confermato sull’esemplare, è tutt’altro che povero.
L’acquisto ha senso soprattutto dopo una verifica seria della manutenzione e dello stato meccanico, perché i 165.000 km non sono un problema in sé; l’assenza di storico tagliandi, invece, impone controlli più accurati. Se supera bene prova su strada, diagnosi e verifica documentale, può essere un SUV compatto onesto e molto concreto per chi vuole spendere il giusto senza rinunciare alla praticità.
- come prima auto pratica per una famiglia;
- per chi vuole salire e scendere più comodamente rispetto a una berlina bassa;
- per chi vive tra città e provincia;
- per chi cerca un’auto solida e diversa dai SUV compatti più recenti, spesso più scenografici ma meno concreti;
- anche per un neopatentato: il concessionario la dichiara guidabile da neopatentati, dato coerente con i 77 kW dichiarati. Prima dell’acquisto va comunque verificata l’idoneità sul libretto, perché…
- fatture dei lavori eseguiti, anche se non esiste un libretto tagliandi completo;
- verifica della manutenzione ordinaria: olio, filtri, liquido freni e manutenzione generale;
- documentazione o controllo dello stato della cinghia di distribuzione e dei relativi componenti: per anzianità dell’auto, non basta ragionare solo sui chilometri;
verifica del funzionamento di frizione e volano bimassa, soprattutto in partenza e nelle riprese a basso regime; diagnosi elettronica prima della consegna, con controllo di eventuali errori memorizzati; verifica di DPF/FAP, valvola EGR e sistema Start&Stop: sono componenti normali su un diesel Euro 5, ma meritano un controllo su un’auto di questa età; prova su strada completa, a freddo e a caldo, controllando fumosità anomala, spie, rumorosità, vibrazioni e regolarità dell’erogazione; verifica dello stato di pneumatici, freni, sospensioni, batteria e climatizzatore; controllo della presenza della ruota o del kit antipanne e degli attrezzi di bordo; valutazione del costo e della possibilità di ordinare una seconda chiave.
