
Land Rover
Land Rover Defender 90 2.2 td SW
24.500 €
Questa vettura è proposta e venduta da Broker Motors.
- Anno 2012
- 240.000 km
- Diesel
- Manuale
- FST
Land Rover Defender 90 2.2 TD: il valore è nella sostanza, e nella sua storia
Questo Land Rover Defender 90 2.2 TD da 122 CV, immatricolato a dicembre 2012, ha un motivo concreto per farsi scegliere: è il Defender classico, corto, manuale e con una storia di manutenzione che il venditore dichiara di conoscere fin dall’inizio. Non soltanto un fuoristrada dall’immagine riconoscibile, ma un mezzo da acquistare per quello che sa fare.
La richiesta è di 24.500 €, per un esemplare bianco con 240.000 km dichiarati certificati, un solo proprietario e tagliandi eseguiti presso l’officina del concessionario dal 2012. Proprio quest’ultimo elemento è il punto più interessante: se accompagnata da fatture e registrazioni degli interventi, una storia così continuativa permette di valutare l’auto molto meglio di una generica promessa di “ottime condizioni”. Perché questo Defender ha senso
Il 90 è la versione da scegliere se cerchi soprattutto compattezza e capacità di movimento sui percorsi stretti. Il passo corto, la trazione integrale permanente e la trasmissione con ridotte e blocco del differenziale centrale sono caratteristiche concrete per affrontare sterrati, accessi a terreni e percorsi impegnativi, sempre con pneumatici adeguati e senza confondere le capacità del mezzo con l’assenza di limiti.
Il 2.2 turbodiesel di questa generazione, comunemente chiamata Puma, è abbinato al cambio manuale a sei marce. I 122 CV non raccontano tutto: qui contano soprattutto la disponibilità del motore ai bassi regimi e la possibilità di usare i rapporti ridotti quando serve procedere lentamente.
La carrozzeria bianca e i cerchi in acciaio dichiarati sono coerenti con il suo carattere: un Defender essenziale, non una configurazione costruita soltanto per fare scena. Il climatizzatore, se confermato e funzionante, è inoltre un accessorio utile anche su un mezzo così spartano.
Va però scelto con le aspettative giuste. Non è un SUV moderno per comfort, silenziosità o comportamento stradale. La posizione di guida, lo spazio disponibile e le reazioni su strada meritano una prova prima dell’acquisto. Chi cerca proprio l’esperienza del Defender classico può apprezzarli; chi vuole soprattutto comodità potrebbe preferire un altro tipo di auto.
I chilometri vanno letti insieme alla manutenzione I 240.000 km non sono, da soli, un motivo per scartarlo. Su questo esemplare interessa capire come sono stati percorsi e quali lavori sono già stati eseguiti.
Un unico proprietario e un’officina che dichiara di averlo seguito dal 2012 sono buone premesse. Chiederemmo quindi lo storico completo, distinguendo i tagliandi ordinari dagli interventi su frizione, trasmissione, sospensioni e impianto di raffreddamento. Il valore sta anche nella possibilità di sapere cosa si sta comprando.
Cosa controlleremmo prima di acquistarlo Su un Defender 2.2 del 2012 concentreremmo la verifica su questi punti: Ci sono inoltre alcune informazioni dell’annuncio da chiarire. Airbag, ESP, controllo di trazione, Start/Stop e Isofix non vanno dati per presenti: l’elenco contiene voci che non corrispondono alla normale dotazione di un Defender classico di questa annata e va verificato sul veicolo.
Anche la dicitura “autocarro, quattro posti”, insieme alla categoria “pick-up” e alla denominazione SW, richiede il controllo del libretto: carrozzeria effettiva, posti omologati e compatibilità dell’utilizzo previsto. La guidabilità da parte dei neopatentati va verificata sui dati di omologazione e sulle regole applicabili, non soltanto sul campo dell’annuncio.
La nostra motivazione d’acquisto Lo sceglierei per avere un vero Defender corto, con una provenienza potenzialmente ben documentata, non semplicemente per possedere un’icona.
A 24.500 € la decisione deve poggiare soprattutto su integrità strutturale, condizioni meccaniche e documentazione. Se questi tre elementi confermano quanto dichiarato, questo esemplare ha una proposta convincente: carattere, capacità fuoristradistiche e una storia che può essere ricostruita.
- Telaio e struttura: controllo sul ponte di corrosione, traversa posteriore, attacchi delle sospensioni e paratia sotto il parabrezza. Anche eventuali riparazioni e protezioni del sottoscocca devono…
- Trasmissione: prova di cambio, frizione, riduttore e blocco centrale, verificando giochi, colpi nei passaggi di carico, rumori e perdite. Da controllare anche alberi di trasmissione e crociere.
- Motore ed emissioni: avviamento a freddo, diagnosi elettronica, tenuta dei circuiti e funzionamento di EGR e filtro antiparticolato. Sono verifiche pertinenti al 2.2 Euro 5, non la dichiarazione…
- Uso precedente: sottoscocca, sterzo, sospensioni e pneumatici possono raccontare più delle fotografie sull’impiego in fuoristrada.
- Infiltrazioni e impianti: guarnizioni, abitacolo, climatizzatore e accessori elettrici.
Prima di firmare, chiariremmo infine prezzo comprensivo di passaggio, limitazioni locali per il diesel Euro 5 e garanzia. Il venditore propone una copertura guasti fino a 48 mesi, ma non risulta già inclusa: costo, componenti coperti, esclusioni e massimali devono essere messi per iscritto. Anche la dichiarazione di assenza di incidenti merita riscontro documentale e un’ispezione indipendente.
