Alfa Romeo Pelle+Navigatore+Cerchi in lega

Alfa Romeo

Alfa Romeo Pelle+Navigatore+Cerchi in lega

3500 €

Questa vettura è proposta e venduta da AD MOTORS.

  • Anno 2010
  • 238.000 km
  • Diesel
  • Manuale
  • Berlina

Alfa Romeo MiTo 1.6 JTDm 120 CV: tanta personalità, ma da comprare solo dopo controlli fatti bene

Questa Alfa Romeo MiTo immatricolata a febbraio 2010 è una proposta interessante per chi cerca una piccola diesel con carattere, prestazioni vere e un prezzo d’ingresso contenuto: 3.500 €, con 12 mesi di garanzia estesa dichiarata dal concessionario. Non è la classica utilitaria anonima da usare solo per fare casa-supermercato. La MiTo 1.6 JTDm da 120 CV ha un motore che, se mantenuto correttamente, offre una buona coppia ai bassi regimi, consumi ragionevoli e una piacevolezza nei percorsi extraurbani che molte citycar della stessa epoca non hanno. Con cambio manuale a 6 marce, peso dichiarato di 1.205 kg, sistema Alfa DNA e VDC con Electronic Q2, è una compatta che può essere piacevole anche per chi ama guidare.

In più, questa è una configurazione più ricca della media: il concessionario dichiara interni in pelle, navigatore, Bluetooth, cerchi in lega, climatizzatore, pacchetto sportivo, comandi al volante e pneumatici quattro stagioni. Sono dotazioni che rendono l’auto più gradevole nell’uso quotidiano e le danno un’impostazione meno spartana rispetto a tante MiTo diesel base. Perché può essere una scelta valida Il punto forte è il rapporto tra dimensioni, motore e dotazione. La MiTo è lunga poco più di 4 metri: si parcheggia facilmente, resta agile in città e ha una linea che, nonostante l’età del progetto, conserva ancora una forte identità Alfa Romeo. Però qui c’è il 1.6 diesel da 120 CV, non un motore sottodimensionato: è una potenza più che adeguata per tangenziale, autostrada e viaggi extraurbani.

I consumi dichiarati sono favorevoli — 4,8 l/100 km nel ciclo medio dell’epoca — anche se nell’uso reale dipenderanno molto dallo stile di guida, dal traffico e dalle condizioni meccaniche dell’auto. Per chi percorre parecchi chilometri fuori città, un diesel così può ancora avere senso. È inoltre dichiarata guidabile da neopatentati: sulla carta, con 88 kW e massa di 1.205 kg, il rapporto potenza/tara rientra nei limiti oggi previsti. Prima dell’acquisto è comunque corretto verificarlo tramite targa sul Portale dell’Automobilista, perché fa fede la specifica omologazione riportata a libretto.

I 238.000 km non sono il problema: conta come sono stati percorsi e mantenuti 238.000 km per una MiTo diesel del 2010 non devono spaventare automaticamente. Sono chilometri coerenti con un’auto di circa sedici anni e, per un 1.6 turbodiesel, possono essere compatibili con una seconda vita affidabile se la manutenzione è stata seria e documentabile. Il punto non è il numero sul contachilometri: è il fatto che il concessionario dichiari chilometraggio certificato ma nessuna cronologia tagliandi disponibile.

La certificazione del chilometraggio è positiva, perché aiuta a escludere incongruenze sul totale percorso. Non sostituisce però fatture, tagliandi, ricevute o annotazioni che dimostrino quali lavori siano già stati effettuati. Su un diesel con questa percorrenza, la differenza tra un esemplare curato e uno trascurato può essere molto importante anche se i km sono identici. Per questo, a 3.500 €, questa MiTo può essere una scelta sensata solo se supera bene i controlli tecnici e se il prezzo finale resta chiaro, senza costi imprevisti aggiunti in fase di acquisto. Cosa controllare prima di firmare Su questa specifica MiTo 1.6 JTDm i controlli da fare sono concreti e non negoziabili. 1. Distribuzione e manutenzione documentabile La prima domanda deve essere: quando sono stati sostituiti cinghia di distribuzione, tendicinghia e pompa acqua?

Su un’auto del 2010 e con 238.000 km, non basta una risposta verbale. Servono fattura, ricevuta d’officina o almeno un’evidenza credibile del lavoro. Se non c’è prova, va considerato come un intervento da mettere in conto subito dopo l’acquisto. 2. Frizione, volano e cambio manuale Durante la prova su strada, la frizione deve staccare in modo regolare, senza slittamenti in accelerazione nelle marce alte e senza vibrazioni anomale in partenza. Un rumore metallico al minimo, vibrazioni al pedale o strappi in manovra possono indicare un volano bimassa affaticato. Non significa automaticamente che il lavoro sia imminente, ma su una diesel con questo chilometraggio va valutato con attenzione, perché un eventuale intervento ha un costo rilevante rispetto al valore dell’auto.

Il cambio a 6 marce deve innestare bene sia a freddo sia dopo alcuni chilometri, senza impuntamenti o rumori. 3. Turbina, EGR, DPF e sistema di alimentazione È il capitolo fondamentale su qualunque diesel con percorrenza elevata. La vettura deve avviarsi bene sia a freddo sia a caldo, mantenere un minimo regolare e accelerare senza vuoti, fumosità eccessiva o spie motore. In prova è bene verificare che il turbo spinga in modo progressivo e che non ci siano fischi anomali o perdita evidente di potenza. La MiTo diesel resta più adatta a chi percorre regolarmente tratti extraurbani o autostradali. Se l’uso previsto è quasi esclusivamente urbano, con tragitti brevi e frequenti, un diesel di questa età è generalmente meno indicato: non per i chilometri già percorsi, ma per il tipo di utilizzo che può mettere sotto stress i sistemi antinquinamento.

4. Sospensioni, sterzo e pneumatici Con 238.000 km è normale che alcune componenti di usura possano essere state già sostituite o possano richiedere attenzione: ammortizzatori, bracci, testine, tamponi, supporti motore e cuscinetti ruota. In marcia l’auto non deve tirare da un lato, avere rumori secchi sulle buche, vibrare allo sterzo o mostrare un consumo irregolare degli pneumatici. I quattro stagioni dichiarati sono comodi, ma vanno controllati per marca, DOT, profondità del battistrada e usura uniforme: “quattro stagioni” non significa automaticamente “in buono stato”.

5. Carrozzeria, interni ed elettronica Da provare uno per uno anche gli accessori dichiarati: navigatore, Bluetooth, autoradio, climatizzatore, alzacristalli, chiusura centralizzata, comandi al volante, Alfa DNA, sensori/spie di bordo e Start&Stop, se effettivamente presente. Qui serve particolare attenzione perché alcuni equipaggiamenti riportati dal concessionario possono derivare da banche dati o annunci standardizzati. Pelle, navigatore, USB, clima digitale, cerchi in lega e comandi al volante vanno quindi verificati direttamente sull’auto e, dove possibile, tramite VIN.

Due aspetti da non sottovalutare Il primo è che sono dichiarate assenza di cronologia tagliandi e assenza della doppia chiave. Nessuno dei due elementi impedisce di acquistare l’auto, ma entrambi vanno considerati correttamente. La mancanza della seconda chiave comporta un costo e un piccolo disagio pratico; la mancanza dello storico manutentivo, invece, rende ancora più importante fare una diagnosi professionale e verificare gli interventi principali prima del passaggio.

Il secondo riguarda la garanzia di 12 mesi: è un valore aggiunto, ma bisogna leggere bene contratto, massimali, franchigie, parti coperte, obblighi di manutenzione e officine convenzionate. Una garanzia estesa non è necessariamente equivalente a una garanzia totale su ogni componente dell’auto. La valutazione AUB Questa MiTo è interessante perché propone una combinazione che ha ancora senso: diesel 1.6 da 120 CV, cambio a 6 marce, dimensioni compatte, look Alfa Romeo e una dotazione dichiarata ricca, il tutto a un prezzo di acquisto accessibile.

Non va scelta perché “costa poco” e basta. Va scelta se si cerca una compatta con personalità, se si percorrono anche strade extraurbane e se l’esemplare dimostra di essere stato seguito con cura nonostante l’assenza dello storico tagliandi. La frase giusta per descriverla è questa: Non è una MiTo da comprare a occhi chiusi: è una MiTo da controllare bene, perché se meccanicamente sana offre ancora 120 CV, consumi contenuti e un carattere che molte utilitarie economiche non hanno. Prima di lasciare caparra, consigliamo quindi prova su strada non breve, diagnosi elettronica, controllo presso un meccanico indipendente e verifica del contratto di garanzia. Se distribuzione, frizione-volano, impianto diesel e condizioni generali risultano a posto, i 3.500 € possono rappresentare un accesso onesto a una piccola Alfa diesel ben equipaggiata.

  • olio e filtri;
  • freni;
  • ammortizzatori e bracci sospensione;
  • batteria;
  • pneumatici;
  • frizione e volano bimassa;
  • manutenzione del climatizzatore.
  • eventuali errori motore memorizzati;

stato e rigenerazioni del filtro antiparticolato, se presente; efficienza della valvola EGR; correzioni degli iniettori; anomalie relative a pressione turbo e sensori. uniformità di vernice e pannelli; allineamento di cofano, porte e portellone; segni di riparazioni strutturali o corrosione; stato del sottoscocca; usura coerente di volante, sedile guida, pedaliera e comandi.

Vedi l’auto sul sito di AD MOTORS